Di cosa mi occupo

Psicologa per adolescenti a Torino e online

Forse ti riconosci in…

  • Passa sempre più tempo in camera, ha smesso di vedere gli amici o di fare le cose che gli piacevano.
  • Ha attacchi d'ansia, non vuole più andare a scuola, o il rendimento è crollato.
  • Ha un rapporto difficile con il cibo o con il proprio corpo.
  • Vi ha detto — o avete intuito — che si fa del male, o che ha pensieri che lo spaventano.
  • In casa si litiga continuamente e non riuscite più a parlarvi.
  • Sei tu, ragazza o ragazzo, a sentire che qualcosa non va, e vorresti parlarne con qualcuno che non sia un genitore o un insegnante.
Un gruppo di adolescenti seduti in fila, ciascuno concentrato sul proprio smartphone

Come lavoro con adolescenti

L’adolescenza è un’età in cui si cambia in fretta e si ha bisogno, allo stesso tempo, di distanza e di qualcuno che ci sia. Un ragazzo che si chiude, che smette di andare a scuola o che si fa del male non sta “facendo i capricci”: sta dicendo qualcosa nell’unico modo che ha trovato.

Nel lavoro con gli adolescenti offro uno spazio riservato, in cui non si è obbligati a parlare di ciò che non si vuole, e in cui ciò che viene detto resta lì. È questa riservatezza che rende possibile la fiducia. I genitori non vengono esclusi: restano un punto di riferimento con cui, a intervalli concordati, ci confrontiamo sull’andamento del percorso.

Quando è utile, uso anche l’EMDR, un metodo riconosciuto per l’elaborazione delle esperienze traumatiche, e il protocollo COS-P in adolescenza per lavorare con i genitori sulla relazione.

Ricevo gli adolescenti in studio a Torino e a Rivalta, oppure online: per molti ragazzi la videochiamata dalla propria stanza è un modo più semplice di cominciare.

Cosa succede al primo incontro

  1. Primo passo

    Di norma incontro prima i genitori: mi raccontate cosa vi preoccupa e come è arrivato fin qui.

  2. Secondo passo

    Poi incontro il ragazzo o la ragazza da solo/a. Non gli chiedo di "raccontare tutto": gli chiedo se ha voglia di provare, e cosa vorrebbe che cambiasse.

  3. Terzo passo

    Insieme decidiamo se proseguire e come. Se l'adolescente non vuole, ne parliamo con voi: a volte il lavoro comincia dai genitori.

Tutto su come lavoro, costi e domande frequenti

Domande frequenti

Quello che dice mio figlio in seduta mi verrà riferito?
No, e questo è ciò che permette a un adolescente di fidarsi. Concordiamo fin dall'inizio che ciò che emerge resta tra noi, con un'unica eccezione: se ci fosse un rischio per la sua sicurezza, ne parlerei con lui e poi con voi. I genitori ricevono comunque un aggiornamento periodico sull'andamento, senza i contenuti.
Mio figlio non vuole venire. Cosa posso fare?
È frequente e non è un problema. Possiamo iniziare con un colloquio tra noi adulti; spesso, quando il ragazzo capisce che nessuno lo vuole "aggiustare", accetta di provare un incontro. Se non accetta, si può lavorare comunque sul modo in cui voi genitori state con lui.

Non sei sicuro/a che sia il caso?

Scrivimi lo stesso: capiamo insieme se posso aiutarti, o a chi rivolgerti. Rispondo di solito entro due giorni lavorativi.

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